
Gli Stati Uniti si preparano al D-Day dei dazi: il piano di Trump potrebbe segnare una svolta storica
Mercoledì 02 Aprile 2025 10:14 di Redazione WebOggi.it
Articolo di Giorgia Veraldi
Il 2 aprile è arrivato, e con esso la data che potrebbe cambiare il panorama economico degli Stati Uniti. Gli occhi del mondo sono puntati su Donald Trump, pronto ad annunciare un piano d’azione che prevede l'imposizione di nuovi dazi commerciali. Secondo quanto trapelato dalla Casa Bianca, i dazi entreranno in vigore immediatamente, subito dopo il discorso di Trump dal Giardino delle Rose, previsto per oggi alle 16:00 (ora locale), ovvero alle 22:00 in Italia. L’annuncio segnerà l'inizio di una nuova era nelle politiche economiche americane, ma le incognite su come e in quale misura si applicheranno le tariffe rimangono molte.
Il presidente ha garantito che sarà "gentile" nell'imposizione delle nuove tariffe, ma ha mantenuto il riserbo sui dettagli, lasciando il Paese con il fiato sospeso. Quello che è certo, è che il 2 aprile sarà una giornata storica per gli Stati Uniti, destinata a segnare l’inizio di una serie di misure che riguarderanno vari settori, a partire dall’automotive e dall’alluminio. Questi dazi, già annunciati in precedenza, saranno seguiti da nuove tariffe su una vasta gamma di prodotti, inclusi quelli farmaceutici, che sono ancora sotto esame.
Le voci che circolano sui possibili scenari ipotizzano misure pesanti: tra le opzioni al vaglio c’è quella di applicare dazi universali al 20%, una misura che, secondo alcuni esperti economici, potrebbe avere effetti devastanti sull’economia americana. Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytic, ha avvertito che, se attuata, questa politica potrebbe far lievitare il tasso di disoccupazione al 7,3% e portare alla perdita di circa cinque milioni di posti di lavoro entro il 2027. Un’altra ipotesi sarebbe quella di introdurre dazi reciproci con gli altri Paesi, cercando di negoziare condizioni più favorevoli per gli Stati Uniti. Tuttavia, questa opzione potrebbe dissuadere le grandi aziende internazionali dall’investire negli USA, poiché non offrirebbe certezze sui tempi e sull’ammontare delle tariffe.
All’interno della Casa Bianca, il dibattito è ancora in corso e il presidente Trump, che ha da tempo dichiarato di voler "liberare" il Paese dalle pratiche commerciali sleali, sembra voler sfruttare le ultime ore per perfezionare la sua strategia. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha sottolineato che il 2 aprile sarà ricordato come uno dei giorni più significativi della storia americana, con Trump pronto a contrastare ciò che definisce "decenni di furti economici". Un messaggio che si inserisce nel contesto della sua retorica populista, mirata a proteggere gli interessi della produzione interna, ribadendo che "chi produce in America non pagherà i dazi".
Il piano di Trump sui dazi rappresenta una sfida senza precedenti per l’economia globale. Se da un lato il presidente statunitense sembra determinato a portare avanti una politica protezionista che mira a difendere l'industria nazionale, dall'altro le possibili ripercussioni su settori chiave dell'economia americana e mondiale sono incognite pesanti. Le politiche commerciali aggressive potrebbero infatti risvegliare conflitti con le principali potenze economiche mondiali, con possibili ritorsioni che rischiano di minare il commercio internazionale.